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La verità delle api

Le api rappresentano il primo gradino della catena alimentare. La loro operosa attività di impollinazione è indispensabili per la varietà della biodiversità vegetale.
Ma improvvisamente in tutto il mondo milioni e milioni di api sono scomparse; e così si sollevano accorati gridi d’allarme per una realtà spaventosa: senza le api non avremo più cibo.

Però la verità che non sta ancora interessando abbastanza è la causa di moria delle api, solo risalendo ad esse possiamo risolvere al meglio il problema.

Le api, impollinano oltre l‘80% della nostra frutta e verdura. Tuttavia i pesticidi attualmente in uso nell’agricoltura industriale intensiva uccidono le api o causano problemi collaterali come gli insetti killer, ad esempio le vespe provenienti dalla Cina, che attaccano sterminando le acerrime nemiche le api autoctone.

Quindi le api si stanno riducendo velocemente a causa delle attività umane: l’agricoltura intensiva e l’utilizzo di pesticidi nocivi alterano l’habitat di questa specie e la indeboliscono. Ma, come se non fosse già abbastanza, da poco hanno un nuovo terribile nemico: i cambiamenti climatici.

Aumentando la frequenza di eventi estremi, con ondate di calore e siccità, i cambiamenti climatici stanno generando una situazione che porta le temperature sopra il livello di tollerabilità di molte specie di api, minacciando così la loro sopravvivenza.
Gli scienziati ritengono che procedendo a questo ritmo, molte specie di api rischiano di scomparire per sempre nel giro di pochi decenni, causando la sesta estinzione di massa a livello mondiale e la più grande crisi globale di biodiversità da quando una meteora ha messo fine all’era dei dinosauri.

Si è di fronte alle prime fasi di un ecosistema al collasso.
Pertanto per salvare le api dall’estinzione c’è bisogno innanzitutto di pesticidi innocui per le api e di un agricoltura ecosostenibile.
Siamo noi ad orientare il mercato con le nostre scelte, usiamo consapevolmente questo nostro potere. C’è bisogno che tutti noi facciamo la nostra parte, adottando un modello più armonico di relazione con la natura, basato su convivenza e rispetto reciproco.
Non siamo padroni del mondo solo perché siamo in cima alla catena alimentare, bensì siamo ospiti su questo pianeta, insieme a tanti altri ospiti fondamentali, cosa che noi non siamo affatto per la sopravvivenza della natura. Infatti noi prima distruggiamo e poi arriviamo a porre rimedio con soluzioni antropocentriche e non risolvendo il problema alla causa.

Sarebbe ora che prendessimo le distanze dal modello di pensiero razionale – antropocentrico funzionale alla manipolazione della natura e all’espansione irrefrenabile dell’attivismo umano. Contesto ormai trapassato. Infatti, Cartesio (1637) enunciò per la prima volta, con orgoglio e consapevolezza, quel progetto di conquista e dominio della natura da parte della scienza e della tecnica moderna che oggi si sta realizzando a condizioni non previste da Cartesio stesso: lo zelo e l’avidità, i rischi enormi insiti in una crescita sempre più incontrollata nel nome del profitto, queste le potenziali e drammatiche conseguenze della colpevole miopia umana.

Non basta averne il diritto, costrutto umano, ma è necessario attingere alla nostra coscienza, questa connessione spirituale che ci fa abbracciare il mondo ed agire di conseguenza, adoperandoci in scelte consapevoli. Su di noi ricade la responsabilità di un futuro migliore o peggiore.

Tags: abruzzo, natura

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