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L’impatto delle specie aliene sugli ecosistemi

Nel nostro articolo https://labnews.it/pesca-in-abruzzo-al-via-ripopolamento-fiumi/ abbiamo parlato di un fenomeno pericoloso e dannoso per la nostra biodiversità: l’immissione di specie alloctona o aliena in ecosistemi di cui non fanno parte.

Dal momento che l’articolo ha portato all’attenzione di molti lettori questo argomento, ci piacerebbe fare un po’ di chiarezza.

Partendo dal principio vediamo che una specie alloctona o aliena è definita come una specie , introdotta al di fuori del naturale areale distributivo presente o passato; che include ogni elemento( gameti, semi, uova) di quelle specie che abbia la possibilità di sopravvivere e successivamente riprodursi. Viene quindi da se che intorno a queste specie ne sono nate delle sfumature: alloctona invasiva intenzionale, non intenzionale, para-autoctone.

L’Italia è uno dei paesi maggiormente colpiti dalle invasioni biologiche, grazie anche alle favorevoli condizioni climatiche.

Risultati preliminari indicano che in Italia sono presenti 1516 specie alloctone,  253in Sicilia e 302 in Sardegna.

Ma perché le specie aliene sono così dannose per gli ecosistemi?

I loro impatti sull’ecologia locale e sugli ecosistemi comprendono:
• competizione con organismi autoctoni per il cibo e l’habitat. In molte zone d’Europa, per esempio, lo Scoiattolo grigio americano, determina l’estinzione dello Scoiattolo rosso, specie autoctona.
• cambiamenti strutturali degli ecosistemi. L’alga Caulerpa taxifolia, ad esempio, ha invaso vaste aree della costa mediterranea, determinando un radicale cambiamento degli ecosistemi
• ibridazione con specie autoctone. Il Gobbo della Giamaica  e i Cervi sika del Giappone, ad esempio, possono minacciare di estinzione le specie
autoctone a causa di incroci e produzione di ibridi;
• tossicità diretta (es. Panace di Mantegazzi);
• le specie invasive possono costituire un ricettacolo di parassiti o un veicolo di patogeni
• impatto sull’impollinazione a causa della competizione o predazione con specie di api locali e autoctone.

L’impatto dannoso di queste specie pero non si limita sono agli ecosistemi animali e vegetali, perché rappresenta un serio problema sia per l’economia che addirittura per la salute umana, ma procediamo con ordine: le specie invasive possono incidere gravemente sullo sviluppo e la produttività di alcune attività umane, infatti la presenza di tali specie può, diminuire i raccolti di prodotti agricoli, forestali e ittici.

Ad esempio Anoplophora chinensis, causa gravi danni alle latifoglie, in particolare agrumi, e qualora
si verificasse un’espansione dei nuclei attualmente presenti in Italia, questo parassita potrebbe
provocare danni economici rilevantissimi.

Sulla salute umana invece, crea numerosi problemi come allergie e problemi cutanei,  causati da specie vegetali invasive come la Panace di Mantegazzi e l’Ambrosia Ambrosia.

Ma ancora la Zanzara tigre sempre più presente in Europa e veicolo di oltre ventidue arbovirus, è stata introdotta tramite il commercio di pneumatici usati. E’ probabile che, a causa dei cambiamenti climatici, essa si diffonderà ulteriormente a nord.

Comprenderne le cause

Per affrontare il problema delle specie invasive occorre però comprendere le cause e le
modalità di sviluppo del problema.

Una notevole proporzione delle specie alloctone presenti in Europa è stata introdotta intenzionalmente. L’uso di queste specie in agricoltura, foreste, acquacoltura e a scopi
ornamentali, orticoli o ricreativi è aumentato in tutta Europa dagli inizi del XX secolo. Le specie
alloctone vengono importate generalmente perché crescono più in fretta (consentendo maggiori
guadagni economici nel caso di alberi da foresta o attività sportive e ittiche), soddisfano
la domanda di prodotti esotici (commercio di pellicce), si alimentano o sterminano altre specie (agenti di controllo biologico) o semplicemente per il loro valore ornamentale (animali domestici, piante da giardino). L’introduzione di molte specie è legata al commercio, dove le specie stesse sono un prodotto (legno, fibre, piante e animali vivi o morti) oppure contaminano un prodotto (parassiti, funghi, batteri, virus e insetti – sono introdotti non intenzionalmente insieme al prodotto).

In alcuni casi le condizioni climatiche non sono adatte, oppure la flora e la fauna locali sono più
resistenti e causano l’estinzione delle specie alloctone. In altre situazioni, se il clima è idoneo e la
competizione e l’attacco delle specie autoctone sono deboli, le specie alloctone sopravvivono,
crescono e si riproducono fino a creare una colonia locale. Se questa non viene
individuata ed eradicata tempestivamente, una popolazione potrà insediarsi a livello locale e infastidire l’ecosistema.

E’ chiaro da queste righe quanto sia importante distinguere per ogni ecosistema le specie autoctone  da quelle aliene.

Quanto è importante  non prendere con leggerezza la modifica degli ecosistemi perché le conseguenze spesso non vengono previste.

Del resto ci dovrebbe essere chiaro che la natura si riprende tutto quello che l’uomo le toglie,  pensando di controllarla.

 

fonte:https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/TAVOLO_3_SPECIE_ALIENE_completo.pdf

 

 

 

Tags: abruzzo, inevidenza, natura

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