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Microplastiche nel sangue umano

Abbiamo ogni indicatore per capire che la strada che stiamo percorrendo non era quella giusta.

Perché dopo che diversi studi hanno evidenziato la presenza delle microplastiche nei vegetali (che possono assimilarli attraverso il terreno) e all’interno di pesci o nelle feci delle mucche, dovevamo capirlo che presto le avremmo trovate anche dentro di noi.

Non vi parliamo di un futuro molto prossimo però, vi parliamo di Marzo 2022. Siamo in Olanda, nella Vrije Universiteit di Amsterdam e su un campione di 22 persone circa l’ 80 % aveva il sangue contaminato da diversi tipi di plastiche.

Nello studio sono state usate tecniche per rilevare particelle fino a 0.0007 millimetri. La metà dei campioni di sangue conteneva plastica PET ( di cui sono composte le bottiglie di bevande), circa 1/3 conteneva polistirene (di cui sono composti gli imballaggi per confezionare alimenti) e 1/4 conteneva polietilene (di cui sono composte le buste di plastica).

Che ormai queste microplastiche siano ovunque è cosa ben nota, dagli oceani alla cima del Monte Everest, ma oggi dobbiamo scontrarci con qualcosa di spaventoso e cioè che le microplastiche non vengono smaltite dal nostro corpo ma si accumulano nei nostri organi. Le ricerche che verranno portate avanti ora sono sulla possibilità che queste particelle possano oltrepassare la barriera ematoencefalica esponendo il nostro cervello ad avvelenamenti ed intossicazioni.

Oggi è evidente che sia arrivato un punto pericoloso, ed è assolutamente necessario che si prendano dei seri provvedimenti per ridurre e poi eliminare l’utilizzo della plastica nella vita delle persone. Bisogna cambiare la mentalità usa e getta dalla quale siamo assuefatti.

Diventerà sempre più tardi e non riusciremo più a salvarci, è tempo di fare di più..

Giulia Colacicco

 

foto da Il fatto quotidiano


Tags: cultura, inevidenza, natura

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