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Russia, disastro ambientale minaccia l’Oceano Atlantico

All’inizio di giugno, circa 20.000 tonnellate di diesel sono fuoriuscite da alcune tubazioni in una zona industriale nella città di Norilsk, in Siberia (Russia).
Una delle cisterne della Norilsk and Taimyr Energy Company ha collassato, causando la fuoriuscita di 20mila tonnellate di gasolio e lubrificanti che alimentano la centrale elettrica della città di Norilsk.
Sono stati contaminati oltre 20 chilometri del fiume Ambarnaya, sulla cui superficie si è depositato uno strato di prodotti petrolchimici di 20 centimetri. Secondo il capo dell’organo federale per la tutela dell’ambiente, 15mila tonnellate di sostanze nocive si sono riversate nei corsi d’acqua e altre 6mila sono state assorbite dal terreno.
L’emergenza coinvolge una regione dall’equilibrio ambientale già fragile: secondo il Servizio di Controllo delle Riserve Naturali russo, proprio a causa delle particolari condizioni del territorio e della gravità del danno potrebbero servire decenni a ripristinare l’equilibrio ambientale. Essendo più leggero del petrolio, il diesel ha più probabilità di evaporare, costituendo un problema per l’inquinamento atmosferico.
Gli impianti si stanno degradando a poco a poco, necessitando così di maggiori controlli e di interventi per metterli in sicurezza, oltre che di un serio piano di adattamento.
Tags: abruzzo, natura

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